Lacryma Christi
Antonio Prevete, proprietario delle Tenute Teodoriane, ci manda il racconto sulle origini del nome Lacryma Christi.
“Il pianto di Gesù Cristo, le lacrime versate per una landa di Paradiso adagiata sulla terra degli uomini. La leggenda e la storia del vino prodotto nell’antico paese di Boscotrecase, si intrecciano a formare una materia sublime ed affascinante, in cui il sacro e profano si rimescolano e danno vita ad un racconto magico di sapore e fede, un sentiero denso di aromi e credenze, tutto giocato intorno ad un nuovo nettare degli Dei. Non a caso la leggenda, prende inizio dal momento in cui Gesù Cristo mandando via dal Paradiso ‘Lucifero” re del male, si accorge di aver perso anche una delle bellezze più intriganti e ammalianti del suo regno, delineato dal Golfo di Napoli, e, vedendo ciò, scoppia in un pianto magico, che bagna l’area vulcanica Vesuviana dando vita a delle uve autoctone che prendono il nome di ‘Lacrima Christi del Vesuvio”. La leggenda è di grande impatto ed è felice perché ben si sposa con l’incantevolezza dei luoghi e col gusto paradisiaco del suo vino; lo stesso Curzio Malaparte, ne ‘La Pelle” invita gli amici a bere questo sacro, antico vino ricordandone l’origine ultraterrena.
Secondo un’altra e meno romantica versione Gesù, comparso sotto mentite spoglie ad un eremita, fintamente assetato gli chiese da bere e, per ricompensare la pronta generosità di quello, trasformò la sua acqua in nettare di vino.
Certo queste leggende si perdono nella notte dei tempi, ma quel che è sicuro è che il segreto di questo vino prezioso, come in tanti casi analoghi del passato, fu custodito a lungo dai monaci, in particolare dai Cappuccini che si erano insediati nella “Turris Octava”, l’ex colonia romana distante, appunto, otto miglia da Napoli. Proprio da allora e grazie all’opera dei frati contadini, la città assunse il nome di Torre del Greco, la città del “vino greco” che qui vi abbondava.”


